CONTRIBUTI VOLONTARI, COMUNICATO ASSOCIAZIONE NAZIONALE DIRIGENTI SCOLASTICI

L’Associazione Nazionale dei Presidi della Scuola bacchetta il Ministero e lo invita formalmente ad assumersi le proprie responsabilità in tema di contributo volontario, lo fa con una nota ufficiale pubblicata sul proprio sito internet, ecco qui di seguito il comunicato (per chi volesse approfondire il tema del contributo volontario, ecco il link dove è possibile riascoltare in streaming la trasmissione dello scorso 14/03 di Radio 24 “Salvadanaio” condotta da Debora Rosciani e dove vengono ribaditi, fra gli altri, gli obblighi in capo alla scuola pubblica di  trasparenza, efficienza e rendicontazione: http://www.radio24.ilsole24ore.com/player.php?channel=2&idpuntata=gSLAJGnlL&date=2013-03-14&idprogramma=salvadanaio).

Registriamo, con disappunto, un ulteriore intervento ministeriale sulla questione dei “contributi volontari” che molte scuole sono costrette a richiedere alle famiglie dei propri studenti all’atto dell’iscrizione. Non è purtroppo la prima volta che si registrano tali comunicazioni, che ci hanno già in passato spinto ad assumere posizione nel merito.

Se mai, la novità è che questi interventi sono ormai diventati ricorrenti, quasi sempre in coincidenza con le iscrizioni degli studenti e con le lagnanze che rimbalzano sui siti Internet relativamente ad abusi veri o presunti.

Dobbiamo allora, per l’ennesima volta, puntualizzare alcune cose:

1) la richiesta di contributi volontari non costituisce un abuso da parte delle scuole e dei loro dirigenti. Ci sono norme di legge (legge 40/07) e di regolamento (DI 44/01) che li prevedono e li regolano;

2) in passato, tali contributi erano richiesti per importi assai modesti (qualche decina di euro). Se oggi si chiede di più, non è per un capriccio o per “far soldi”. Sarebbe bene ricordare che quei soldi vengono spesi per garantire a tutti gli studenti (anche a chi non li paga) servizi che altrimenti non sarebbe materialmente possibile assicurare loro;

3) questo ci porta al cuore del problema. Se le scuole fossero finanziate in misura meno avara, non avrebbero necessità di ricorrere a questo strumento di sostentamento. Ed è particolarmente spiacevole che lo stesso Ministero che dovrebbe garantire loro un giusto livello di risorse, invece di sentirsi chiamato in causa per la propria incapacità a fare quel che è il suo “dovere” istituzionale e di attivarsi in conseguenza, interviene solo per rimproverare i dirigenti scolastici che cercano di far sopravvivere le comunità loro affidate;

4) se pure il contenuto della nota ministeriale è giuridicamente corretto, esso risulta inaccettabile nella sostanza. E’ vero che le scuole ed i dirigenti non hanno titolo giuridico ad imporre tributi obbligatori: ma non si può far finta di ignorare che, con quello che ricevono, non potrebbero neppure pagare servizi indispensabili. A cominciare da quella “digitalizzazione” universale che il legislatore – ed il Ministro pro tempore – hanno voluto “senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”. Va bene la crisi economica, ma almeno si potrebbe evitare – per decenza – di fare la predica a coloro che ne sono vittime;

Più in generale, sarebbe auspicabile che il Ministero interpretasse finalmente il suo ruolo per quello che è e che gli ordinamenti gli assegnano: quello di un soggetto di indirizzo e di una struttura di servizio alle autonomie scolastiche. Come tale, responsabile in primo luogo di assicurare le condizioni per il loro migliore funzionamento.

Quello cui assistiamo è invece l’abbandono sistematico delle responsabilità proprie e la continua colpevolizzazione dei dirigenti scolastici, chiamati in causa ad ogni piè sospinto per cose di cui non sono responsabili ed ora anche per quelle cui – pur non essendone responsabili – cercano di porre in qualche modo rimedio.

Fonte: ANP – adgruffini@gmail.com 

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